Man...il viaggio

la costruzione di un sogno.... diario di un viaggio sperato sull'isola dei gatti senza coda, in sella alle nostre motorette inglesi

giovedì 21 ottobre 2010

il toro per le corna...

Negli ultimi tempi, diciamo da una decina d'anni a questa parte, la parola vintage è diventata molto familiare.
Maglioni di lana grezza con bottoni del diametro di un pompelmo, occhiali in celluloide come negli anni del dopoguerra, finto cuoio invecchiato e automobili che rispolverano stemmi ottocenteschi e calandre ampie come nella migliore tradizione.
Anche le case motociclistiche naturalmente hanno assecondato la corsa al vintage sfornando modelli semplici che ricordano l'epoca precedente alla categorizzazione in sportive, naked, custom etc etc.
All'interno di questo filone, nel corso del tempo, si sono sviluppate altre tendenze... un po' come se si fosse riavvolto il nastro e si stesse per ripetere tutto ancora una volta, 50 anni più in quà.
E allora si sente sempre più spesso parlare di cafe racer e mi viene naturale pensare a cosa avrebbe pensato un motociclista anche solo degli anni '90 in sella alla sua RGV 250 (gran pezzo di storia che racconterò prima o poi) sentendo queste parole. Avrebbe pensato alla corsa mattutina per parcheggiare davanti al bar per prendere il primo caffè della giornata probabilmente.
Oggi invece si scopre che tutto può essere considerato cafe racer, basta una spruzzatina di nero, un po' di pelle, un tocco british e il miracolo è fatto.
In verità cos'è cafe racer io non ve lo so dire e credo che non esista neanche una definizione definitiva, so però riconoscere la pulsione genuina di due mani sporche di grasso, la bellezza nascosta in verniciature poco professionali ma non approssimative, il fascino dell'artigianalità, l'eleganza delle forme senza tempo ed suo il fragore inopportuno.
So che dietro a qualcosa del genere c'è una persona, un gruppo di amici, qualche birra in garage e bestemmie al vento, non un produttore che tira fuori il suo modellino preconfezionato. So che il rispetto verso quell'oggetto va oltre il suo valore commerciale. So che spesso quell'oggetto ha due orecchie lunghe che pendono giù e che vanno afferrate con forza.
Come se fossero le corna di un animale da sottomettere, da far scendere in curva e risalire in uscita, cercando di tirare fuori il meglio da qualcosa che dal meglio è lontana anni luce... consapevoli che non è la via migliore per raggiungere un obiettivo ma è sicuramente una delle strade più affascinanti per farlo.


Gianni

5 commenti:

Plan B Motorcycles ha detto...

Bella descrizione, complimenti!
hai percaso altre foto di questa splendida HD cafè?

Bebo.4 ha detto...

se il mio socio di blog permette, eccoti il link

http://www.deus.com.au/#/bikes/motorcycles/customs/deus-v-twin-special/

uccio ha detto...

...l'ultima frase...capolavoro!!!

tocca ni etimu, compà!

mazzetti.franco ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
frankie ha detto...

complimenti per l'editoriale, grandioso!!
condivido appieno la tua linea di pensiero.