Man...il viaggio

la costruzione di un sogno.... diario di un viaggio sperato sull'isola dei gatti senza coda, in sella alle nostre motorette inglesi

giovedì 30 dicembre 2010

in attesa dell'anno nuovo...

allora, com'è andato il Natale? Ricevuto regali utili ai vostri viaggi, trasferte e scannonate in moto?
Spero proprio di si, intanto è già tempo di salutare per l'ultima volta questo 2010 e programmare un nuovo anno di passione con la vostra due ruote...

Gianni

Wunderbar Crew - Tridays 2010


Saluto ed auguro un felice anno nuovo a tutti i lettori, gli amici e i fratelli motociclisti, sperando di riabbracciarvi presto, magari in sella alle nostre moto per qualche curva e della buona birra.
lamps!

Marco

domenica 26 dicembre 2010

il contest delle cafe racer....


Penso proprio che sia l'iniziativa più interessante per gli appassionati delle cafè racer in Italia. Il primo contest dedicato a queste moto all'interno di una fiera conosciuta ed importante come quella di Verona, il Bike Expò.

Special Cafe si è ritagliato uno spazio molto interessante nell'editoria di questa nicchia di mercato e forse il contest sarà il salto di qualità definitivo.
Intanto le moto sono state selezionate, il primo step è già superato... attendiamo di vederle dal vivo.
Qualche sorpresa non mancherà...

Gianni

venerdì 24 dicembre 2010

mercoledì 22 dicembre 2010

lunedì 20 dicembre 2010

Cafè economico...

Che ve ne pare?
Bel caffettino, no?
Sobrio, elegante, essenziale... un bell'oggetto da cavalcare e da guardare.
E pensare che sarebbe così facile farne uno...


Basterebbe prendere una vecchia Suzuki LS650 monocilindrica e con (relativamente) poche modifiche vi trovate con una moto totalmente rivoluzionata rispetto all'originale...
Mille euro per recuperare quel custom che nessuno cerca più, un po' di impegno e di fantasia e salta fuori una cafe racer snella e divertente.


Altrimenti prendete un kit messo in commercio dalla RYCA per trasformare questa custom floscia e senza personalità nella CS-1 che avete visto sopra senza grossi sforzi.. se non economici.
Purtroppo molti artigiani dalle mani buone hanno fiutato la "moda" cafe racer e propongono facili soluzioni per raggiungere obiettivi modesti... certo, si perde un po' il gusto della customizzazione, ma almeno offrono spunto per chi vuole cimentarsi da solo.


Gianni

venerdì 17 dicembre 2010

tutto in salita...


Lo sogni per anni, ne parli con gli amici, vedi l'entusiasmo crescere e lo organizzi per tempo.
Ti siedi in un angolo e aspetti che questi mesi freddi vadano via con calma, ti godi l'attesa come se quell'intervallo facesse già parte del viaggio, ne fosse un ingrediente importante.
Poi puntualmente arrivano i problemi.
Di quelli che non puoi controllare e prevedere, che ti fanno rodere il fegato e pensi che non ci puoi rinunciare ora. Dovrai fare qualcosa per rimettere tutto in bolla, dopo aver assorbito il colpo e capito in che direzione andare. Pensare di incontrare gli amici in autostrada in un'assolata giornata di fine maggio per abbracciarli e lasciarli in custodia un pezzo di cuore da portare sull'isola è un'ipotesi che la mente si rifiuta di prendere in considerazione.
Ancora cinque mesi, non pochi. Tante cose cambiano in un giorno mentre a volte rimangono identiche a loro stesse per anni.
Come la strada che improvvisamente si inerpica su un rilievo dopo aver attraversato il fondo valle a lungo e sembra dirti con tono di sfida "adesso è il momento di girare quel polso". Troppo facile dondolarsi tra le curve con un filo di gas, superando un km dopo l'altro e lasciandosi alle spalle i cartelli a tempi cadenzati. Troppo facile pensare ad altro, mentre affianco sfilano case sparse spesso simili tra loro.
Poi, senza preavviso, la strada ti chiede impegno, attenzione, precisione... manico.
Non si può rinunciare a delle curve in salita fatte bene, sai che palle andare solo sul dritto. Così come non si può rinunciare ad un progetto covato tanto a lungo.
Sul quel traghetto per Douglas la mia moto ci sarà... non ci posso rinunciare.

Gianni

giovedì 16 dicembre 2010

Norley...

A metà strada tra le campagne inglesi e le pianure americane, un incrocio notevole....



Gianni

Triumph 1950

da oggi, una volta ala settimana, pubblichiamo le bellissime immagini tratte dai cataloghi della Triumph dal 1950 fino alla chiusura di Meridien...


Gianni

mercoledì 15 dicembre 2010

Manx obsesion...

Avete capito bene. Le curve sono quelle del Mountain Circuit dell'Isola di Man... a bordo di una Triumph Bonneville c'è uno che sa far girare il polso


PS quelle sono miglia, non km...

Gianni

martedì 14 dicembre 2010

vento di passione



Marco

Apologia del semimanubrio...

Non mi sono mai piaciute le mezze misure e le soluzioni facili, spesso è un difetto che mi rimproverano in molti. Anche in fatto di moto, quelle buone per tutto mi fanno ribrezzo...anche se a volte farebbero comodo.
Avete capito cosa intendo, no? Quelle moto, senza infamia e senza lode, che ti portano dappertutto senza problemi: sulla statale liscia "emozione zero", sanno affrontare i tornanti di montagna, ti riparano quando insegui l'orologio in autostrada, si prestano anche ai leggeri sterrati, si va in due, da soli, con borse, GPS, contamarce, ABS, alzacristalli elettrici, tergilunotto etc etc.
Di quelle che popolano le nostre città insomma...avete capito, vero? Ancora no?
Dai, intendo quelle con i cilindri contronatura, guidate da gente con in testa il casco modulare perennemente a mentoniera sollevata per far vedere il lavoro del proprio dentista (spesso collega).
Va bè se non avete capito siete sul blog sbagliato. Ve lo dico.
Non so quale sia la ragione, neanche se possa essere ricondotta nella categoria della razionalità in effetti, ma c'è qualcosa che mi allontana da quello che è ragionevolmente considerato "sensato".
L'irrazionalità è qualcosa di conosciuto tra chi frequenta le due ruote, non potrebbe essere altrimenti (a meno che le ruote non siano talmente piccole da stare bene su un bidet con il variatore automatico).
Per questo mi scuotono solo le moto che non sono perfette, quelle che non sono comode, razionali, intelligenti, utili. Mi attira il fango sollevato dai tasselli della gomma posteriore, le curve sinuose di una moto sportiva che fendono l'aria, il fascino delle forme senza tempo delle moto costruite tra la fine degli anni '50 e l'inizio dei '70... il resto, per me, è noia, inutile perfezionismo e razionalità.


In questa visione, che mi piace definire "romantica", un ruolo fondamentale è svolto dai semimanubri. Non sono il semplice appiglio per le mani del pilota, rappresentano invece una cultura, una filosofia: la comodità della guida intuitiva e facile di un manubrio che permette una postura eretta al pilota sacrificata per far posto all'ortodossia del motociclismo su strada.
Abbracciare una moto attraverso due semimanubri significa avvolgerla, sentire il proprio baricentro tendere a coincidere con quello della moto, percepire le pulsioni della ruota anteriore amplificate nelle braccia. Tradotto in una parola significa "possederla".

Non sono solamente belli da vedere...perchè belli lo sono sicuramente...sono anche un modo per entrare in contatto in modo diverso col mezzo meccanico, sentirlo più vivo e reattivo.
Non si tratta però di feeling di guida o di qualcosa di quantificabile in termini prestazionali, si tratta di capacità di trasmettere emozioni e sensazioni diverse rispetto a quelle suscitate da una naked "comune" con un manubrio qualsiasi.
Lo considero il tratto distintivo della cultura cafe racer, non perchè ne rappresenti l'essenza in termini estetici ma perchè ne sintetizza l'esperienza: moto nude, crude, scomode, esasperate (anche solo a dispetto della versione originale). Senza tempo.




Gianni

lunedì 13 dicembre 2010

è arrivata davvero...

ieri presentazione ufficiale a Cremona da Davide di MotocicliSpeciali della nuova Commando in Italia... stavolta è arrivata davvero!!!


Gianni

venerdì 10 dicembre 2010

il pieno, grazie...


La strada è dritta.
Una striscia di asfalto appoggiata sulla pianura padana, qualche pioppo ai lati e macchine svogliate che mi vengono incontro.
Il sole è pallido e non impedisce al vento gelido di infilarsi sotto questi guanti di merda. Sarà la terza volta che provo a comprare qualcosa di caldo, ma nella migliore delle ipotesi dopo mezz'ora sono costretto a scendere dalla moto, saltellare come se dovessi pisciare un fiume in piena e provare a scaldarmi le mani vicino alle alette delle teste.
La soluzione ci sarebbe, un paio di manopole riscaldate e passerebbe la paura, ma è più forte di me. Non posso montare quegli accrocchi sulla mia moto, mi sentirei come se montassi l'accendisigari su un'Africa Twin del '91 che sbarca a Tangeri, come se montassi un parabrezza da scooter su una Norton Manx, come se entrassi in parlamento onestamente.
Insomma, un bestiemmiatore della peggior specie.
Proseguo ancora un po', dico a me stesso mentre il casco mi intrappola i pensieri, al prossimo benzinaio mi fermo a scaldarmi un po'. Non so che diavolo di ore siano, saranno le 10 penso, spero mi aspettino. Il cartello indica un cane che sembra disegnato da Picasso, scalo dolcemente e alzo la visiera. La moto si infila in un parcheggio più grande di lei mentre il ragazzino nella macchina accanto mi guarda come se avesse visto la Madonna di Fatima.

I collettori ticchettano.
- Ma dove vai con sto freddo? - esordisce l'arguto benzinaio.
- beh...in effetti fa freschino. Mi fa il pieno, grazie -
- bella questa moto, è come quella che avevo io -
"Eccallà" penso io, ogni volta la stessa storia... "anche io avevo una triumph", "mi ricorda tanto quella che ho venduto quando mi sono sposato", "con questa ci sono stato in liguria una volta".
Adesso tirerà fuori che la storia dei bei tempi andati e mi toccherà fare la faccia interessata.
- senti, ma questa di che anno è? no, perchè la tieni bene per essere vecchia -
Vecchia? vecchio ci sarai tu - mi gira nella testa ma dalla mia bocca esce fuori solo - è un 2004, le fanno come una volta - cercando di tagliare corto.
Me ne pento dopo due nanosecondi... so già che la prossima domanda sarà "ah, quindi è a iniezione questa qui!?!", che arriva puntuale.
- Eh no caro mio - lo blocco subito gongolando un po' - questa è ancora a carburatori, come una volta -
Sorrido e il benzinaio ricambia con simpatia.
Pago, infilo la testa nel casco e abbasso la visiera... adesso basta soste, si tira diritto nonostante il freddo, gli amici mi aspettano.

Gianni

giovedì 9 dicembre 2010

questione di punti di vista...

ovvero come insegnare i fondamentali del gioco ai più piccoli...

Gianni

mercoledì 8 dicembre 2010

Cafe Racer TV, un'altra puntata...

L'avventura di Cafe Racer TV continua... questa volta il bel lavoro di Tim Schneider sulla sua CB400 del 76



Gianni

Scrambler by Norton...

Quando la Norton faceva anche le Scrambler...
Aspettando di vedere in strada le nuove 961 sono andando a riprendere qualche bella immagine delle versioni "S" della leggendaria Commando.
Sapendo di fare cosa gradita al Ceva...




Gianni

think purple



Marco

domenica 5 dicembre 2010

tra i tornanti delle Dolomiti...




di cosa stiamo parlando?
Di sensazioni e emozioni o di curve e tornanti?
Dolomiti è un'idea di mondo che ci appartiene da qualche secolo... da quando l'uomo ha iniziato a non aver paura delle montagne e dei suoi selvaggi abitanti, come scrivevano nelle cronache del '500.
Sarà l'odore di pino mugo, l'aria che si fa più pura e frizzante ad ogni tornante. Sarà per i panorami che riescono a togliere il respiro con una bellezza che, descritta a parole, fa solo scivolare nella retorica.
Vi basta oppure no. Se volete, leggegetevi migliaia di pagine di scrittori di tutto il mondo travolti dal fantastico mondo delle Dolomiti. Oppure fate la cosa giusta: salite in moto e godetevi un mondo a parte che affascina tutti. Anche in questo caso scoprirete che le vecchie strade sono più belle di quelle moderne: non è un caso che le moto, anche le più moderne, sappiano adattarsi a percorsi vecchi di secoli.
La moto è il più grande decoder del mondo: ti riesce a divertire su una pista costruita due anni fa e progettata da un computer e ti regala emozioni "leggendo" alla perfezione un percorso tracciato secoli fa.
La macchina perfetta è pronta per affrontare la meraviglia che si chiama Dolomiti. Una terra dove si intrecciano popoli e civiltà, storia e leggenda. Ma anche rispetto.
Da queste parti ci sono gli alberghi che hanno i motociclisti nel ruolo di ospiti d'onore, vediamo di tenere sempre un atteggiamento degno di questa ospitalità. Del resto qui si può affrontare la strada con un altro spirito, meno aggressivo, più rilassato.
Sarà per l'aria, per il pino mugo, per quei panorami che continuano ad incantare l'uomo da secoli!

Marco Masetti di CURVE & TORNANTI
per chi non li conoscesse... http://www.curveetornanti.it/home.asp



Per chi invece non è mai stato sulle Dolomiti consiglio vivamente di inforcare la moto senza titubare e dirigersi da queste parti... vi aspetto in cima ;)

Gianni

giovedì 2 dicembre 2010

Cancelli in salita...

il manico a volte è scarsino o forse la strizza di stendere queste motorette è più forte della forza di gravità, ma l'abbigliamento è curatissimo e le moto vanno... alcune come se fosse il primo asfalto che toccano altre arrancano un po' e necessitano una doppietta per non perdere giri



Gianni

Bike-snow metropolitano...

Non seguo con troppo interesse le previsioni meteo, ma ho notato che a volte il meteo si interessa di me... qui la neve ha invaso i meleti e le vigne, i tetti delle case e le strade posandosi leggera per la gioia degli occhi e la disgrazia di chi deve muoversi con qualunque mezzo.
In strada in questi casi si vede di tutto: il previdente apprensivo/schizzofrenico che monta le catene già ai primi fiocchi, lo scooterista ignaro che continua a zigzagare nel traffico come se non fosse successo nulla (salvo ritrovarsi sdraiato ogni 2 incroci), l'automobilista saggio che ha montato le gomme invernali ai primi freddi ed il menefreghista che contina a circolare con le gomme estive per pigrizia e si convince che alla fine non ci sia grossa differenza.
Con questo clima il motociclista diventa un animale in via d'estinzione nello zoo metropolitano, sono pochissimi quelli che si avventurano nella giungla.
Chi lo fa spesso è costretto delle esigenze, difficilmente il motociclista prova gusto a controllare la propria moto sui cumuli di neve e ghiaccio.
Quando si trova il coraggio di usare il proprio "due ruote" anche in condizioni non consigliabili però il rapporto con il mezzo meccanico si cementa, diventa più imtimo... si instaura una relazione di fiducia/paura, qualcosa del tipo "se ti tratto con cura e amorevoli attenzioni so che non mi tradirai".
E infine anche un po' di sano egocentrismo anima chi va in moto con la neve, col freddo gelido o sotto il nubifragio... vedere gli occhi sbigottiti di chi è chiuso nel tepore della propria auto a volte non ha prezzo.
Certo che a volte andare in moto sulla neve può anche essere molto divertente... se non hai cartellini da timbrare o appuntamenti da rispettare...





Gianni